
Tanto, tanto tempo fa, seduto sul monte più alto del mondo, stava il Mago Tempo.
Era il padrone del tempo che scorreva ed era lui che staccava i fogli dal calendario magico dei giorni, dei mesi e degli anni.
Se lo faceva lentamente, il tempo scorreva piano, se lo faceva in fretta, il tempo scorreva veloce.
Quando sfogliava frettolosamente i bambini urlavano di gioia, ma protestavano i vecchi; quando sfogliava adagio, di gioia urlavano i vecchi, ma protestavano i bambini.
I ragazzi invece volevano che si fermasse e non sfogliasse affatto, qualche adulto addirittura voleva che rimettesse i fogli staccati dov'erano prima, insomma: chi lo voleva veloce, chi lento, chi fermo e chi all’incontrario voleva addirittura tornare indietro, nessuno era contento e tutti si lamentavano e protestavano puntando gli occhi verso l'alto.
Un bel (o forse un brutto) giorno, il Mago Tempo, stanco per tutti questi lamenti e per le maledizioni che gli mandavano contro, inchiodò il calendario alla luna e se ne andò in pensione brontolando:
-Alè, da adesso il tempo sarà uguale per tutti e così nessuno avrà più da protestare, io non ne voglio più sapere, ora abbaieranno alla luna!!!
Ma si sbagliava, oh, come si sbagliava, ancora oggi per alcuni scorre troppo in fretta, per altri troppo piano, e c'è sempre qualcuno che vorrebbe tornare indietro, in ogni caso tutti si lamentano e nessuno è contento.
























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