Stellina SmarritaAnche quest'anno per gli auguri di Natale ci affidiamo ad una bella storia del Maestro Piero (Piero Maroni) nata in classe dalla fantasia dei suoi scolari.

LA STELLINA SMARRITA

Lassù, lassù, nel cielo più lontano, una nidiata di stelline giocava a rincorrersi rotolando sulle punte sotto lo sguardo divertito di mamma Luna.

Nello stesso momento laggiù sulla Terra si era fatta sera, una di quelle sere prima di

Natale, piene di luci che si accendono e che si spengono, che brillano e che si rincorrono lungo i fili elettrici degli alberi addobbati per la grande festa che viene.

  • Ehi, ehi, guardate laggiù! Urlò con una vocina acuta una piccola stella.
  • Ooooh, quanti bagliori, cosa saranno? Si chiesero ad una voce tutte le stelline

 meravigliate per ciò che brillava lontano, lontano in fondo al buio più nero.

  • Secondo me sono stelle come noi, con la nostra stessa luce, io vado a vedere!
  • Ma sei matta? Non vedi quanto sono lontane? Non lo fare!
  • E invece lo farò, sono tanto curiosa che non resisto, ci vado e ci vado!

La piccola stella lanciò uno sguardo a mamma Luna e vide che s’era appisolata con un sorriso beato, forse sognava di alte maree e di streghe in volo nel plenilunio delle trascorse notti d'estate.

Non attese un attimo di più e lasciandosi andare come stella cadente, si diresse verso quelle luci che l’affascinavano senza porre ascolto alle voci disperate delle sorelle che la supplicavano di restare.

Più scendeva e più le luci sembravano venirle incontro ed erano tante, ma veramente tante come nessuno lassù in cielo avrebbe mai potuto immaginare. Si lasciò guidare dal caso e quando fu nel cielo sopra San Mauro Pascoli la sua attenzione fu attirata da una stella cometa che brillava potente sulla cima di un abete nei pressi di una casa un po’ fuori del paese.

Davide, il bambino che abitava in quella casa, era in quel momento alla finestra intento a scrutare il cielo in cerca di fantasie da raccontare l’indomani a scuola, s’avvide stupito di una scia luminosa che attraversava il cielo e veniva a posarsi tra i rami bassi del suo albero di Natale. Veloce come il fulmine scese le scale, uscì nel cortile e in punta di piedi si avvicinò quatto, quatto all’abete luminoso. Si fermò un attimo per trattenere il respiro e ascoltare una vocina debole, debole che diceva:

  • Io vengo dalla via Lattea, tu di che costellazione sei? Ma perché non mi rispondi? Io sto male, quest'aria mi uccide, ho bisogno del tuo aiuto!

Davide non credeva alle proprie orecchie e ai propri occhi, c'era davanti a lui la cosa più fantastica ed incredibile che mai avesse potuto immaginare: una stellina, una vera autentica stellina, di quelle che si vedono splendere in cielo nelle sere limpide e senza nuvole, stava disperatamente, quanto inutilmente, cercando di avere risposte da una stella cometa di plastica che sulla punta del suo albero di Natale brillava di luce elettrica.

Fattosi coraggio, si avvicinò all’abete e con estrema gentilezza si rivolse alla stellina:

  • Io sono Davide, ho sentito che stai male, posso aiutarti?

Attese invano la risposta, solo gli pareva di udire un flebile soffio, quasi un lamento, come di morte.

  • Voglio aiutarti, cosa posso fare per te?

Nessuna risposta, ma la luce della stellina si faceva sempre più fioca. Davide aveva capito che la stellina si stava spegnendo e voleva fare qualcosa, ma non sapeva come, lui non sapeva che le stelle del cielo non intendono la voce umana, gli uomini possono comprendere le stelle se ascoltano in silenzio, ma le stelle non capiscono gli uomini perché le loro parole fanno troppo rumore.

Davide si dava un gran daffare per cercare di ravvivarne la luce, le soffiava il suo alito caldo, l’accarezzava delicatamente, cercava di rincuorarla con parole dolci e di speranza, ma tutto fu vano, un lungo sospiro e la stellina si spense.

Nello stesso istante il cielo si fece più scuro e nere nuvole si addensarono sul paese.

Il bambino commosso raccolse delicatamente la stellina nel palmo della mano e le fece una promessa:

  • Domani ti porterò a scuola con me, vedrai che il mio maestro e miei compagni troveranno il modo di riportarti a casa tua, che Natale sarebbe se nel cielo mancasse una stella?

Passò la notte e si fece il giorno dopo, Davide infilò la stellina nella tasca del giaccone e s’avviò verso la scuola sotto una pioggia fredda e fastidiosa.

In classe quella mattina la discussione fu interminabile, tutti era profondamente presi dalla vicenda e ciascuno si sforzava di trovare la soluzione migliore per riportare nel suo cielo la stellina smarrita, la maggior parte delle proposte erano però impraticabili, alla fine si decise di scegliere fra queste quattro possibilità:

  1. Ci si potrebbe rivolgere ai passeri, tutto intorno alla scuola e sui pini del viale ne è pieno, a volte vengono perfino a posarsi sui davanzali delle finestre e pare che stiano a guardare e ad ascoltare le voci degli scolari. Si potrebbe chiedere loro di sollevare la stellina coi loro becchi e riportarla in volo nel suo cielo assieme alle sue sorelle. Cosa ci vuole per loro che sanno così velocemente volare?

Dovrebbe essere facile!

  1. Non è poi così difficile costruire aquiloni, chi più, chi meno, tutti ne hanno costruito in vita loro almeno uno e li hanno visti volare fin dove il filo consentiva. Si potrebbe farne uno bello e robusto su cui adagiare la stellina e poi, quando il vento vorrà spingere nel verso giusto, si potrebbe lasciarlo libero di volare fin lassù, perché il vento, forse, può giungere in ogni angolo del cielo. Potrebbe essere semplice!
  2. Si potrebbe cercare tra le bancarelle del mercato di Natale se vendono i palloncini che si alzano in volo, se ne potrebbero comprare un bel numero e fissarli ad un cestino di carta velina nel quale adagiare la stellina e poi lasciarli andare su, su… fino alle stelle, sue sorelle.

Costerà qualche soldo, ma non ci dovrebbero essere problemi!

  1. Si potrebbe far girare la voce e dire alla popolazione grande e piccola di San Mauro che desidera trascorrere una festa di pace e serenità, di ritrovarsi sulla pubblica piazza alle ore 20 della Vigilia di Natale, insieme si conterà fino a tre e poi si soffierà forte, ma forte e con la forza della nostra volontà. Se saremo in tanti e se soffieremo tutti nella stessa direzione, vedremo la stellina sollevarsi, librarsi nell’aria e tornare a splendere nel cielo da dove era venuta.

Sarà senz’altro un grande sforzo e dovremo essere veramente tanti a farlo.

Difficile, molto difficile!

LA SOLUZIONE GIUSTA STA SCRITTA NELLA MENTE E NEL CUORE DELLA GENTE DI QUESTO PAESE E DI QUESTA TERRA, MA NON LA SI PUÒ SOLO DIRE, BISOGNA SENTIRLA GIUSTA E NECESSARIA. TU CHE HAI LETTO QUESTA STORIA, QUALE SOLUZIONE PENSI POSSA ESSERE LA PIÙ EFFICACE A FAR TRASCORRERE ALL'UMANITÀ UN NATALE ILLUMINATO DALLA LUCE DELLE STELLE? MA, RICORDA BENE, DI TUTTE LE STELLE, PERCHÈ  SE NE MANCA UNA, CHE NATALE È ?

LE STORIE DEL MAESTRO PIERO - IL LIBRO

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Che bravi, noi romagnoli abbiamo una marcia in più.
Mario Venturini ha inserito un commento in LANGHE - 17
Ci stanno irretando anche il cielo ,ma non importa , è colpa del popolo populista Che probabilmente ...
Mario Venturini ha inserito un commento in 'T E' PARTOI CUMUNESTA - LA MILITANZA NEL PCI
Sei sempre stato un coerente Tu ma il partito non molto anzi !!
Yans Geneviève ha inserito un commento in LE TERZE MEDIE STUDIANO IL LATINO
Io che sono belga nata nel 1947, ho studiato latino fra Medie e Liceo x 6 anni e greco x 5. Ho conti...

ALTO ADIGE - 47

Pubblicato il 20.04.2026 - Categoria: Maroni Gallery

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