LE STORIE DEL MAESTRO PIERO
IL CIELO PER SOFFITTO

Capitò una volta che durante la costruzione di una scuola si terminarono le tegole per coprire il tetto.
Giorno dopo giorno tutti se ne dimenticarono e fu così che quella scuola restò senza soffitto e senza copertura, ma di quella struttura ce n'era un bisogno assoluto, ci si doveva, per forza, adattarsi, altra scelta non esisteva.
Per questo quando pioveva gli scolari aprivano l’ombrello e quando c’era il sole l’ombrellone.
Gran parte della mattinata la passavano a scrutare il cielo: vedevano scorrere i giorni, i mesi e le stagioni, insomma il tempo e parte della vita sopra di loro.
Transitava la primavera colma di colori e profumi, l’estate calda e assolata, l’autunno col suo carico di nebbie e foglie secche, l’inverno bianco colmo di neve e gelo.
E vedevano il tragitto del sole e a volte l'orbita della luna, gli uccelli che partivano, che ritornavano e quelli che restavano.
E poi le nuvole cambiare incessantemente, assumere forme fantastiche mosse dai capricci del vento o scaraventate qua e là nell'immensità del cielo nei suoi giorni di furia incontrollata, quando lo si udiva fischiare e, a volte, ruggire.
Insomma era come se sopra di loro ci fosse un grande libro aperto, sempre ricco di piacevoli e interessanti novità da osservare e studiare.
E impararono così a conoscere i movimenti del vento e delle nuvole, la vita delle rondini e dei pettirossi, il ciclo delle stagioni e lo scorrere del tempo.
Fu così che alla fine dei loro anni di scuola, sapevano tanto di più che se avessero letto e studiato cento e più libri.
























Ultimi Commenti