

E la favola del giardino fiorito si diffuse sempre più e finì per attirare masse di farfalle provenienti dalle più lontane e remote terre.
Oramai non passava giorno che non arrivasse una specie nuova, ce n’erano di azzurre, gialle, arancioni, viola, ed erano tante, ma veramente tante.
Giungevano stanchissime e stremate per il lungo viaggio, colme di speranze di trovare un fiore tutto per loro, ma quando ogni fiore fu occupato, persino i minuscoli “Occhi della Madonna”, un’atmosfera di disperazione e violenza circondò l’intero giardino.
Violenti scontri e risse sanguinose scoppiavano frequentemente pur di impadronirsi di un petalo di fiore qualsiasi e più piccoli erano i fiori e più farfalle vi si aggrappavano, le più forti cercavano di spingere fuori i soggetti più deboli e tutti maledicevano l’ingiusta e sfortunata sorte.
Nel pieno dell’estate torrida la situazione peggiorò ancora, c’erano stati altri arrivi, tanto che gli ultimi si erano dovuti arrangiare aggrappandosi disperatamente a steli d’erba fine, scomodi e pericolosi, bastava infatti un refolo di brezza e si rischiava di cadere nel vuoto, ma quel che più era grave era la fame, cosa succhiare?
Gli unici a trarre profitto da tutta questa disperazione erano i ragni neri, le loro ragnatele avevano praticamente invaso l’intero giardino, sempre più erano le vittime che finivano nelle loro fauci perché, spinte dalla fame e dal bisogno, tante erano le farfalle che rischiavano la vita pur di poter succhiare una goccia di nettare dai fiori altrui.
























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