C'erano una volta un re ed una regina che avevano un'unica figlia, giovane, di bell' aspetto e modi cortesi, passeggiava per le stanze del palazzo reale e per le vie del regno sempre tenendo in mano una margherita, ovunque andasse la portava con sé, non l'abbandonava mai. Era una margherita diversa dalle altre, era stata infatti raccolta dalla ragazza nel giardino incantato delle fate un giorno che, dopo essersi persa nel bosco, si era inoltrata, a sua insaputa, in un meraviglioso giardino colmo di fiori sbocciati in ogni dove, avrebbe potuto raccoglierne mazzi a piene mani dei più belli e variopinti, colse invece una margherituccia cresciuta spontaneamente ai bordi del sentiero e mentre era intenta a cercare una via d'uscita, le apparve una bellissima signora.
“Sei nel giardino delle fate ed io sono la fata giardiniera, ho assai gradito la tua discrezio
ne, potevi cogliere e strappare i fiori più belli, ti sei invece accontentata di una modesta margherita ed hai avuto grande rispetto per la natura, ti voglio premiare per la tua modestia ed educazione, porta sempre con te la margherita raccolta perché essa avrà il dono dell'eterna primavera!”.
Lì per lì, la principessa non si rese del tutto conto del valore del dono della fata, ma lo scoprì ben presto, il fiore, all'apparenza insignificante, emanava un profumo così intenso da diffondere tutto intorno la sensazione della stagione primaverile, anche nelle rigide e grigie
giornate d'inverno spandeva intorno a sé la luce e il profumo di centinaia e migliaia di fiori, ma l'effetto più incredibile era che chi respirava quell'aria si sentiva il cuore colmo di una felicità che rendeva la vita leggera e piacevole.
La cosa finì per suscitare l'invidia e la gelosia di una strega cattiva, ma tanto cattiva, il cui unico scopo nella vita era di diffondere il male e la tristezza tra i viventi di quelle terre.
Essa abitava in un tetro castello al di là del bosco e la cosa che più la indignava era quella felicità diffusa, n
on poteva tollerare la gente felice e giorno e notte si rodeva dal desiderio di impadronirsi di quella margherita per poterla distruggerla, solo così il male avrebbe trionfato.
“Quel fiore maledetto deve essere mio, non sopporto più questa contagiosa felicità, nel mondo deve regnare il male e ciascun abitante deve sprofondare nella più grigia tristezza!”.
Questa strega aveva un particolare potere che era una prerogativa della sua stirpe, suo cugino era infatti un Orco cattivo che sapeva trasformarsi in qualsiasi animale lui volesse, lei non sapeva però che il suo caro parente era stato mangiato da un gatto con gli stivali, abitavano, infatti, in castelli lontani e non si frequentavano tanto spesso, così di quella crudele famiglia era rimasta l'unica a riuscire a trasformarsi in un animale, ma non in tutti,
solamente in una topolina, però come e quando voleva e, pertanto, decise che avrebbe usato questa sua capacità per impadronirsi della margherita fatata.
L'occasione si presentò la sera della festa per il compleanno della principessa, compiva diciotto anni quel giorno e per l'occasione si indisse un grande ballo nel palazzo reale con centinaia di invitati, la confusione era tanta che nessuno si sarebbe accorto di una topolina piccola, piccola.

























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