di Piero Maroni
LE STORIE DEL MAESTRO PIERO
IL MAESTRO GONFIABILE

La luna e le stelle non sanno parlare
Si guardarono intorno un po’ preoccupati ed incerti sul da farsi, quando videro spuntare da una nuvola lontana, una grande palla gialla e, pur se la distanza era notevole, si scorgevano chiaramente gli occhi, il naso e la bocca e, visto che avanzava verso di loro, attesero fiduciosi d’aver trovato chi avrebbe loro indicato la giusta direzione.
L’attesa fu lunga, quella palla gialla non aveva alcuna fretta e quando finalmente dopo ore e ore fu sopra di loro e sembrava li guardasse senza espressione, avanzarono la loro domanda:
“Scusi signora palla gialla, potrebbe indicarci la via per l’Isola dei Palloni Perduti?”.
Silenzio totale, qualche attimo di interminabile e imbarazzata attesa, poi:
“Ehi, lei, ha inteso la domanda?”.
Ancora silenzio, la faccia della palla gialla non mutava minimamente espressione, gli occhi sempre socchiusi e le labbra immobili come fossero cucite.
“Dica un po’, è forse sorda?”.
“Ma perché non risponde, è muta?”.
“Ma che maleducata però, potrebbe degnarsi di una risposta!”
“Guardate quant’è superba, neanche un cenno!”.
Erano intanto misteriosamente comparse tante piccoli palline bianche e gialle che luccicavano come biglie di vetro sulle bancarelle dei giocattoli.
Anche a loro fu rivolta la stessa domanda ed anche in questa occasione identico fu il risultato, non risposero.
Intervenne allora il maestro-pallone che in silenzio, e un po’ divertito, aveva assistito a tutta la vicenda e, forte delle sue conoscenze, così si rivolse agli stizziti palloni.
“Ascoltatemi, senza che stia qui a raccontarvi la mia storia, vi posso dire con assoluta certezza che questa palla gialla da tutti chiamata Luna e queste palline luccicanti chiamate Stelle, non sanno parlare. Da sempre gente di ogni parte della terra si è rivolta a loro con domande ed implorazioni, con sospiri e poesie, mai però si è avuta risposta. E volete sapere che cosa ho ora in mente di fare? Mi fermerò in questo cielo ed insegnerò alla Luna e alle Stelle l’alfabeto degli uomini, sono sicuro che con un po’ di esercizio e buona volontà impareranno la lingua degli uomini.”
“Grande idea la tua, ti renderà importante e famoso.”
Già il maestro-pallone si prefigurava la situazione, si immaginava il suo nome e laua foto su tutti i giornali, si vedeva in televisione a spiegare a questo e a quello il suo metodo, insomma gli brillavano gli occhi e si sentiva elettrizzato al solo pensiero.
Lo destarono i palloni dai suoi sogni fantasiosi che salutandolo se ne andavano.
“Ciao pallone grande, noi ce ne andiamo, la brezza si è alzata e riprendiamo la ricerca, ci sarà da qualche parte ciò che cerchiamo!
“Addio, addio piccoli amici, sentirò la vostra mancanza!
Non era vero, era così preso dal pensiero del metodo da usare con la luna e le stelle così impaziente di mettersi all’opera che non aveva tempo per i palloncini e poi non gli era mai piaciuto che ci fosse qualcuno che lo osservava mentre lavorava, lui a scuola la porta la chiudeva ermeticamente, nessuno doveva intromettersi nei fatti suoi.
























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