di Piero Maroni
LE STORIE DEL MAESTRO PIERO
LE ROTELLE DELLA LETTURA
Una bella mattina di settembre arrivarono nella classe 3^ ACCA i libri nuovi di lettura e c’era da parte di tutti una gran voglia di sfogliarli, ammirarne le colorate immagini e, perché no, leggerli.
Qualche riga ciascuno e avanti uno dopo l’altro, come abituati sin da quando in prima avevano imparato a decifrare le lettere. Facile a dirsi, ma in realtà le cose non andavano avanti come dovevano, o che i libri nuovi erano pieni di difficoltà o che quella mattina in quella classe c’era qualcosa che non funzionava, sta di fatto che chi più e chi meno, ognuno che leggeva incontrava tali e tante difficoltà che ne veniva fuori una lettura stentata, con tante soste e lunghe pause per tentare di decifrare le diverse parole.
C’era chi puntava, chi scambiava le lettere, chi confondeva i suoni, che distorceva le parole, chi saltava le righe, chi perdeva il segno mentre stava leggendo, qualcuno addirittura non riusciva ad andare avanti.
All’inizio le cose assunsero un tono da comica, un “torrione” di un castello era stato letto “torroncino”, “un modi di ridere” era diventato “un mondo di riso”, un “cielo stellato” era diventato un “cieco stancato”, “un pesce fritto” era diventato “un pesco a fette” ed altre perle simili, finché il maestro mise fine a questo strazio con un grido piuttosto seccato:
“Basta, qui c’è qualcosa che non funziona, aspettatemi qui che vado a telefonate all’ELETTROTESTICO!”.
E questi non si fece attendere a lungo, mezz’ora dopo era alla porta.
“Maestro, c’è bisogno di me? C’è qualcosa che posso fare?”.
“Non lo so, ma penso di sì, io credo che le rotelle della lettura non funzionino affatto, mi sembra d’essere tornato in prima!”.
“Bene, se posso mettermi all’opera, le controllo in un attimo, lei continui pure il suo lavoro tanto a me interessano solo le rotelle della lettura, quelle della
scrittura o del disegno non le tocco proprio!
E così intanto che il maestro li faceva scrivere e disegnare i pesci del mare, l’ELETTROTESTICO girava intorno ai banchi fermandosi dietro ad ogni alunno e ad ognuno apriva la testa e ad ognuno oliava le opportune rotelle e tanto olio fu necessario che per ben tre volte fu costretto a scendere nel suo furgone per fare rifornimento.
Non ci volle un attimo, ma quasi tutta la mattinata perché tutti, più o meni, le avevano un po’ bloccate e quando, sudato e rosso in viso, si avviò alla porta per andarsene, prima di salutare, esclamò ad alta voce:
“Bambini, non potete stare tutti i mesi dell’estate senza mai leggere un libro piccolo o grande che sia, perché le rotelle senza esercizio si arrugginiscono e si bloccano, bisogna che ogni tanto le teniate in allenamento altrimenti succede un simile disastro!”.
E mentre veloce si allontanava, i bambini avevano ripreso la lettura e leggevano con una velocità e una precisione meglio di uno speaker del telegiornale.
(Continua)
























Ultimi Commenti