di Piero Maroni  

LE STORIE DEL MAESTRO PIERO

LA CHIAVE MISTERIOSA (4)

Cl 5 Anno Sc. 1978 79. Mese di maggio 1980. Non più scolari ma studenti di 1 Media ancora insieme e con qualche amico per una domenica a trovare Loredana che si è trasferita con la famiglia a S
Cl 5^ - Anno Sc. 1978-79. Mese di maggio 1980. Non più scolari, ma studenti di 1^ Media ancora insieme e con qualche amico per una domenica a trovare Loredana che si è trasferita con la famiglia a S. Benedetto del Tronto.

Tutti col fiato sospeso osservarono Greta che con la mano abbassava la maniglia e tirava la porta verso di sé e…sì, sì...si apriva!

Senza alcun rumore l’uscio si aprì, timidamente e in punta di piedi Greta entrò e subito la porta si chiuse alle sue spalle lasciando sgomenti il maestro e i suoi compagni. Seguirono momenti di terrore, dove sarà finita? Chi ci sarà di là della porta? Che le accadrà? E noi cosa possiamo fare?

Intanto che ci interrogavamo esterrefatti ed increduli, lentamente come si era spalancata pochi minuti fa, ancora una volta tornò ad aprirsi e subito fece la sua apparizione Greta con un viso estasiato; ansiosi ed increduli le fummo tutti attorno ad ascoltare il suo racconto:

“Ho visto un paesaggio bellissimo, con alberi, montagne, fiori, farfalle e tante altre cose bellissime. C’era anche una gattina con una testa tutta piena di capelli appesi ai quali vi erano due nastrini gialli. Due altre gattine, simili a lei, le facevano il pedicure e il manicure alle unghie delle zampe, era forse lei la reginetta delle gatte. In un angolo della stanza c’era una cassa piena di euro e la gattina mi disse che ne potevo prendere quanti ne volevo. Allora mi riempii le tasche di monete e quando mi avviai verso l’uscita mi si fece dinnanzi una ballerina che frullando sulle punte dei piedi mi disse: -Vieni, devi danzare con me se vuoi uscire di qui con le monete!

Ci provai ma il peso degli euro era troppo e così finii per terra a gambe levate e quando mi rialzai ero fuori dalla porta ma non avevo con me neanche più l’ombra di un euro.”.

A questo punto tutti vollero provare l’emozione e la sorpresa di aprire una porta e così la chiave passò di mano in mano, ognuno, a turno, aprì una porta, entrarono tutti quasi contemporaneamente ed al ritorno  ciascuno raccontò la sua avventura.

“Ho visto un grande lago davanti a me, accanto al quale sorgeva un castello oramai in rovina. Tutto sembrava tranquillo  per cui avanzai senza timore alcuno. Mi misi ad esplorare quell’ambiente sconosciuto, quando si alzò un forte vento che fece volare via qualche tegola dal tetto del castello, per cui spaventata mi rifugiai all’interno di una grotta. Ora ero al sicuro e non restava altro da fare che attendere che il vento sui calmasse un po’ per riprendere la via d’uscita. Ma le cose presero un’altra piega perché l’acqua del lago cominciò ad agitarsi affannosamente e venne fuori un lucertolone enorme con un collo lunghissimo e un aspetto terribile. Ma sì, era il mostro di Lochness che intanto si guardava intorno e quando puntò verso la grotta e si accorse di me, prese la corsa a bocca spalancata emettendo suoni terrificanti. Disperata allora comincia a correre senza neanche sapere dove, più volte caddi e quando sentivo l’alito caldo del mostro su di me, per miracolo apparve la porta, feci appena in tempo a varcarla  e a rinchiuderla in faccia al mostro.”.

 

“Vidi davanti a me tanto verde, tanti alberi, tanta natura, animali d’oggi e d’una volta, draghi che sembravano spariti erano invece presenti e la cosa più strana era che tutti gli animali erano buonissimi. Poche erano le case e poche le automobili, da un posto all’altro ci si andava a piedi e le energie erano praticamente infinite. Non servivano soldi, tutto era gratis così che tutti erano ricchi. Era un mondo diverso, c’era tanta magia e tutte le cose che esistono solo nelle favole, qui erano reali. Sembrava proprio un paradiso anche perché il male non esisteva. Era bellissimo giocare in quel posto, ben presto però mi accorsi che c’era qualcuno che mi stava seguendo in tutti i miei movimenti, anzi mi stava spiando. Cercai di capire chi fosse, ma niente, lui non si faceva vedere, scorgevo solo qualcosa di rosso tra i folti cespugli che mi seguiva ovunque. Io alloggiavo in una bellissima villa con tutti i beni del mondo e l’unica cosa a cui pensavo era divertirmi e addormentarmi su morbidissimi materassi guardando la televisione. Io mi divertivo molto in questo luogo ma c’era sempre qualcuno che mi seguiva. E un giorno questo qualcuno mi apparve, era il diavolo che mi voleva uccidere. Cercai una via d’uscita ma il diavolo mi era sempre più vicino per cui decisi di affrontarlo. Ma mi accorsi subito che era troppo forte per me, ma girandomi scorsi la porta aperta, la infilai di corsa e mi ritrovai nel corridoio con tutti i miei amici.”.

(Continua)

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Pubblicato il 13.04.2026 - Categoria: Maroni Gallery

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Pubblicato il 13.04.2026 - Categoria: Maroni Gallery

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Che bravi, noi romagnoli abbiamo una marcia in più.
Mario Venturini ha inserito un commento in LANGHE - 17
Ci stanno irretando anche il cielo ,ma non importa , è colpa del popolo populista Che probabilmente ...
Mario Venturini ha inserito un commento in 'T E' PARTOI CUMUNESTA - LA MILITANZA NEL PCI
Sei sempre stato un coerente Tu ma il partito non molto anzi !!
Yans Geneviève ha inserito un commento in LE TERZE MEDIE STUDIANO IL LATINO
Io che sono belga nata nel 1947, ho studiato latino fra Medie e Liceo x 6 anni e greco x 5. Ho conti...

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