LE STORIE DEL MAESTRO PIERO
LA CHIAVE MISTERIOSA

Era una mattina come tante, bel sole, aria tiepida e gli alunni della 4^ A stavano rientrando in aula dopo la ricreazione in cortile per riprendere i consueti lavori. Nella confusione che sempre fa seguito al rientro, ci fu qualcuno che trovò, abbandonata sul pavimento, una strana chiave color dell’oro che portava impresso e ben visibile il numero 44.
Di chi è? Chi l’ha persa? Cosa ci fa qui? Chi l’ha abbandonata?
Tante domande senza risposta!
Non apparteneva a nessuno, nessuno l’aveva mai vista e nessuno sapeva niente o aveva una qualche idea in proposito. Eppure una qualche porta la doveva aprire, ma quale?
A forza di parlarne, venne la curiosità di scoprire la sua serratura di appartenenza e poco dopo la curiosità divenne desiderio irrefrenabile e così, tutti in fila ordinatamente dietro al maestro, si iniziò a passare in rassegna le porte dell’edificio, dalle più vicine alle più lontane, sicuri che in una qualche serratura doveva infilarsi.
E invece niente, parrà curioso, ma nessuna serratura tra tutte le porte dell’edificio scolastico era compatibile con questa sempre più misteriosa chiave.
Primo piano… e niente; piano terra… e niente; porte d’ingresso… e ancora niente!
Tutte le serrature dell’interno dell’edificio erano state provate senza alcun esito, non restava che uscire all’esterno e tentare coi cancelli. Peggio che peggio, non aveva proprio niente a che fare.
Restava un’ultima possibilità, il sotterraneo a cui si accedeva da una piccola apertura posta lato ovest e chiusa da una rugginosa grata che si poteva sollevare senza fatica a causa dei tanti calci che nel corso degli anni, gli scolari le avevano mollato.
Sì, proprio così, quell’accesso al sotterraneo era da tutti considerato la porta d’ingresso della casa delle streghe. C’era chi giurava d’averne viste uscire di lì a cavallo di una scopa nelle notti di luna piena, chi testimoniava d’aver udito strani rumori e grida terrorizzate di bimbi, chi vi aveva udito grugniti di maiali, insomma era quello il luogo da tutti temuto e maledetto.
“E allora? Ci andiamo? Ve la sentite?”. Chiese il maestro.
























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