
LA LEGGENDA DELLE LUCCIOLE
C’era una volta una giovane fatina di nome Morgantina che frequentava la scuola delle fate per imparare il mestiere e l’uso della bacchetta magica, era molto brava ma anche molto distratta, si perdeva dietro ad una mosca, ad una farfalla; se andava nel bosco a passeggiare con la sua classe, si fermava da sola ad annusare il profumo dei fiori o ad ascoltare il canto di qualche uccello, così che spesso restava indietro e finiva per perdersi e ogni volta bisognava perdere ore e ore per cercarla.
Un giorno, durante una delle frequenti uscite nel bosco per imparare a trasformare i funghi in ombrelli con la bacchetta magica, vide due meravigliose farfalle che giocavano ad inseguirsi e così, mentre tutti gli altri erano intenti a scovare qualche fungo per i loro incantesimi, lei pian piano si allontanò sempre di più e sempre di più finché, svanite le farfalle, si accorse di essere sola e di aver completamente smarrito la via del ritorno.
Cercò di qua e cercò di là, ma inutilmente, anzi si allontanava sempre di più e ben presto si fece sera e poi dalla notte calò profondo il buio a cancellare le cose.
Si muoveva a tastoni come una cieca, era un buio pesto, totale, nel cielo nero si scorgevano migliaia di stelle, ma troppo lontane per fare luce.
Gli arbusti spinosi le laceravano il vestito e le graffiavano il volto e le mani, ad un certo punto incespicò e cadde e, quando si rialzò ammaccata, si accorse che la bacchetta magica si era spezzata in due, che disperazione!
Non restava altro da fare che urlare e piangere, ma poi, chi l’avrebbe udita?
Le formiche forse, sì...sì..., erano tantissime e, perbacco, lei era una fata e aveva la bacchetta magica, poteva benissimo fare un incantesimo e trasformarle in qualcosa che l’aiutasse a ritrovare il sentiero.
Le venne subito in mente la formula magica per le trasformazioni, ma la bacchetta magica era rotta, spezzata in due, avrebbe funzionato anche ridotta così?
Bisognava provare e sperare e allora:
AMBARABÀ CICCÌ,
FORMICHINE VENITE QUI,
AMBARABÀ COCCÒ,
DIVENTATE LUMINOSE PIÙ CHE SI PUÒ.
Sparse con la bacchetta un po’ di magia nell’aria e per incanto migliaia e migliaia di formiche si trasformarono in insetti alati e con la coda luminosa, ma, visto che la bacchetta era spezzata a metà, anche la loro energia luminosa era ridotta della metà, tanto che mentre una parte si accendeva, l’altra metà si spegneva.
Un altro colpetto di bacchetta magica e…opplà, le prime ad accendersi a destra, le seconde a sinistra e lungo tutto il sentiero fino alla scuola, che poté così raggiungere facilmente grazie alla luce intermittente di questi nuovi insetti da lei inventati e che, proprio in virtù di questa caratteristica, ella chiamò: LUCCIOLE, nome che ancora oggi conservano e si dice che aiutino a trovare la strada a quei bambini che di notte si perdono nel buio del mondo.
























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