
LA PENNA GIRANDOLONA
C’era una volta una penna biro, grossa e robusta, con sei colori intercambiabili, ma triste ed infelice.
Nella sua famiglia la trattavano tutti male:
“Non sei capace di far niente…!”.
“Sei una grande pastrocchiona…!”.
“Non fai che errori…!”.
“Sai fare solo rigacce…!”.
Tutti i giorni sempre e solo questa storia.
Arrivò un giorno che proprio non ne poté più e, stanca di questa vita, scappò di casa.
Andò in giro per le strade del mondo, gironzolò di qua e di là finché giunse in una strana cittadina dal nome ancora più strano: PAESE GRIGIO.
Qui tutto era grigio: il sole, il cielo, gli alberi, i fiori, le case, le strade, persino la vita dei grigi abitanti era grigia, triste, infelice e senza mai un sorriso.
“Ho capito!”, esclamò la penna, “Qui c’è lavoro per me!”.
E si mise all’istante all’opera: colorò il sole di un bel rosso vivo, disegnò un cielo tutto blu, diede colore ai fiori, agli alberi, all’erba, alle case, insomma, alla fine, sin dove poteva giungere l’occhio, era tutta una festa di colori.
Da quel giorno anche la vita degli abitanti prese colore, impararono a sorridere e divennero tutti allegri e felici.
La penna decise allora di restare per sempre in questo paese da tutti rispettata e stimata e visse lì i suoi anni felice e contenta finché, esaurite le sue cartucce, fu sistemata nel museo cittadino dove ancora oggi è meta di numerosi visitatori e sulla pubblica piazza si erge un grandioso monumento in marmo a sua immagine e somiglianza.
























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