di Piero Maroni
LE STORIE DEL MAESTRO PIERO
LA POESIA SCOMPARSA (1)

C’era una classe di una scuola elementare i cui alunni erano assai appassionati di poesia, tante ne leggevano, ne studiavano, ne imparavano a memoria e, spesso, ne componevano loro stessi.
Erano, le loro, poesie semplici, ma ricche di osservazioni, sentimento e fantasia.
Una di queste fu una volta casualmente abbandonata sul tavolo della classe e non fu più ritrovata, mischiata a tanti altri fogli, aveva finito col confondersi nel mucchio e quando si fece un po’ di pulizia ed ordine, finì in fondo ad un cestino con altri rifiuti e cartacce.
Lei però era diversa, non era uno scarabocchio qualsiasi: era una poesia, la creatività e l’immaginazione in essa contenute non potevano finire al macero tra l’immondizia comune.
Fu così che quelle parole gentili e raffinate si staccarono dal foglio e si fusero in un leggero fluido, un fluido invisibile, impalpabile, poetico, denso di ispirazione e forza espressiva, composto da migliaia di poesie di tanti e tanti autori che con le loro creazioni hanno reso eterno e, ovunque, da tutti respirabile.
E come nebbia che ovunque si allarghi e si espanda, ben presto si diffuse per i corridoi e le aule del grande edificio scolastico.
“Due per due quattro
Quattro e quattro ottobre
Otto e otto fanno sedici…
Ripetete! Dice il maestro
Due e due quattro
Quattro e quattro otto
Otto e otto fanno sedici.”
Che noia, che sbadigli, che sguardi assenti!
Ma ecco che il fluido poetico si insinua tra le fessure delle porte ermeticamente chiuse e…
“ Ecco l’uccello-lira
Che passa nel cielo
Il bambino lo vede
Il bambino lo ascolta
Il bambino lo chiama.
……………………..
E il bambino canta
E il professore grida:
Quando finirete di fare il pagliaccio!
Ma tutti gli altri bambini
Ascoltano la musica
E i muri della classe
Tranquillamente crollano.
E i vetri diventano sabbia
L’inchiostro ritorna acqua
I banchi ritornano alberi
Il gesso ridiventa scoglio
La penna ridiventa uccello.”
È la fine di quella scuola inutile e noiosa, fuggono spaventati i seri maestri e tutto si fa vita:
“Escono allegri i bambini dalla scuola,
lanciando nell’aria tiepida d’aprile
tenere canzoni.”
























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