di Piero Maroni
LE STORIE DEL MAESTRO PIERO
LA POESIA SCOMPARSA (3)
Cl. 1^ - Anno Sc. 1979 – 80. La raccolta ha dato buoni f...iori
La gioia dei bambini non ha più confini, esplode incontenibile: per tutto l’inverno hanno sopportato il freddo e scrutato il cielo grigio in attesa dei bianchi fiocchi, ma inutilmente, quand’ecco:
“Era tempo, era tempo…
Giaceva in terra, sui tetti
e stupì tutti
per la sua bianchezza.
Era davvero tanta
ed era davvero bella.
Era lei, la neve.
L’aspettavamo, era venuta.”
“Cadeva e cadeva…
E sotto i piedi
non si scioglieva,
anzi diventava
più compatta.”
“ Più morbido e folto quel bianco splendore
riveste ogni ramo via via.”
“Nevica sul bosco,
sugli alberi,
sulla terra.
Poi pian piano tutto si nasconde
e tutto è neve:
tanta neve bianca, bianca.”
Nevica ma non è freddo, sotto l’azione del fluido poetico le stagioni si fondono e si confondono e tutto è nuovo e tutto è festa:
“Un passerotto tenne aperte l’ale
tra i fiocchi della neve,
finché si posò lieve sul bianco davanzale.”
“Nel bianco cespuglio chi canta?
Il rosignolo.
Ingannato dal suo
desiderio di primavera
egli ha scambiato
gli ultimi fiocchi di neve
per fiori di pruno.”
“I fiocchi ad un tratto,
d’un paesello nero e vecchio han fatto
un paesello tutto bianco e nuovo.”
“La siepe si è svegliata tutta bianca,
ma non è neve, quella:
è il biancospino
tremulo ai primi soffi del mattino.”
“Ci sarà la luna.
ce ne sta
già un po’.
Eccola che pende piena nell’aria.”
“Le notti duravano attimi,
fra una stella e l’altra.”
“Usciamo all’aperto…
Che luna di primavera!
Quasi si tocca.”
(Continua)
Ultimi Commenti