di Piero Maroni
LE STORIE DEL MAESTRO PIERO
LA POESIA SCOMPARSA (5)
Cl 1^ - Anno Sc.1979 – 80. In pullman verso il parco di Cervia
In un arco brevissimo di tempo l’intero paese era cambiato, ci si nutriva ora di poesia, ognuno vedeva con gli occhi di un poeta e ognuno sentiva con l’anima di un poeta.
Ed allora il mondo in cui abitavano non gli piacque più, ebbero nitida la sensazione d’aver rovinato, per bramosia di ricchezza, quell’autentico capolavoro che era la Terra e presero amaramente coscienza che:
“Molto tempo prima
che ci gettassimo sul petrolio,
ferro e ammoniaca,
c’era ogni anno
il tempo degli alberi che verdeggiavano
irresistibili e violenti.
Ora leggiamo nei libri
di questa celebrata stagione.”
E iniziarono a porsi domande inquietanti:
“Chi è stato
a dipingere il mondo
con fiumi sporchi,
fumi,
petroli,
schiume grigie,
vischiose:
ma… chi è stato?
Non vede che ha sbagliato?
Oppure:
“ Chi è stato
a cucire sul mondo
strade,
autostrade,
tubi,
gallerie, ferrovie:
ma… chi è stato?
Non vede che ha sbagliato?”
Come se fossero giunti in un paese mai conosciuto prima, si resero conto che:
“Alberi d’acciaio crescono sui marciapiedi
e i cavi si diramano
d’albero in albero.
Sotto passano ruggendo
le bestie elettriche
e nel grembo portano esseri umani.”
E ognuno si pentì d’aver favorito con la propria inerzia la sistematica rovina dell’ambiente e nuovi pensieri attraversarono le loro menti:
“ Voglio tornare a ridere e a cantare
voglio tornare nei campi a ballare e a respirare
senza quel fumo maledetto che ci ha fatto invecchiare.”
Voglio tuffarmi in un mare pulito
senza vedere tutto un mondo scomparire,
atterrito da macchie nere.
Voglio guardare il cielo
senza paura di nuvole strane,
e voglio portare mio figlio a pescare
i pesci e le rane.
Voglio tornare a ridere e a cantare
voglio tornare nei campi a ballare e a respirare.”
E finalmente ebbero chiara la loro natura d’uomini:
“ Io venni al mondo per vedere il sole
e gli azzurri tramonti.
Io venni al mondo per vedere il mare
e il verde oro del piano.
Io venni al mondo per vedere il cielo
e i bianchi monti.”
E si resero conto che:
“ Ogni morte di uomo mi diminuisce
perché io partecipo dell’umanità.”
(Continua)
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