di Piero Maroni
LE STORIE DEL MAESTRO PIERO
LA POESIA SCOMPARSA (7)
Cl 1^ - Anno Sc. 1979 – 80. Via di corsa ad una gabbia di animali, per loro sarà questa una dura giornata
Si spense la televisione e tutti gli altri rumori e finalmente nel mondo ci fu silenzio e ciascun essere, grande e piccolo, uomo o donna, potè liberare la mente e la fantasia:
“ È bello ogni tanto fantasticare,
immaginare le cose più strane,
più assurde, più inverosimili:
raccogliere perline di brina
per confezionare braccialetti e collanine,
arrampicarsi sull’arcobaleno
e di lassù lasciarsi scivolare giù,
vedere scendere dal cielo fiocchi di neve
di tutti i colori e dai molti sapori:
all’arancio, al limone, alla menta…
E volare leggeri, leggeri, nel cielo immenso,
giocare a nascondino tra le nuvole
e salire ancora più su, più su,
fino ad oltrepassare il sole
e giungere alle stelle più lontane,
ai pianeti più sconosciuti;
rubare gli anelli a Saturno
e la luce alle stelle,
e poi a capofitto tuffarsi nel grande mare,
raggiungere i fondali più oscuri
alla ricerca dei tesori sommersi.
E le fantasie non vengono mai a meno,
non costano niente:
puoi così montare in groppa ai lucidi cavallini della giostra
e cavalcare per pianure immense,
attraverso campi di variopinti fiori,
immergersi nel rosso dei tramonti,
udire il vento comporre sinfonie
tra i rami degli alberi.
E colori, colori, e musiche dolcissime,
finché la mente si allontana
in luoghi senza spazio e senza tempo,
là, dove incontrastata regna
la FANTASIA.”.
(Fine)
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