di Piero Maroni
LE STORIE DEL MAESTRO PIERO
LA MALATTIA DEL RE

GRANA ci si mise d’impegno serio e convinto e nei giorni successivi imparò a saldare i gusci scocciolati e crepati alle lumache, a riaccendere le lanterne alle lucciole, a riattaccare le code alle lucertole e tanto altro ancora e sempre con molta gentilezza ed il sorriso sulle labbra.
Intanto che lei imparava l’arte medica, al palazzo reale stava accadendo qualcosa di veramente triste, il re si era ammalato di una malattia orribile e misteriosa che gli deturpava il volto e nessun medico o stregone riusciva a guarire malgrado fossero stati interpellati tutti quelli del reame suo e di quelli vicini.
Da un giorno all’altro gli erano spuntati dei fastidiosi foruncoli rossi su tutta la faccia che lo rendevano simile ad una maschera di carnevale, gli davano prurito giorno e notte ma, soprattutto, lo rendevano inguardabile, tanto che finì per chiudersi nella camera della torre più alta del castello e non si mostrò più a nessuno.
La notizia si era ovviamente sparsa ovunque ed arrivò fino a GRANA, grazie ad una coccinella che si era recata presso la casa di cura per recuperare i puntini neri della sua livrea che si erano scoloriti per essere stata troppo tempo esposta al sole cocente.
La ragazza, confusa ed addolorata per la malattia del suo re che le aveva risparmiato la vita, si confidò con la dottoressa MELANIA e questa, fattasi seria, seria, le disse:
“Ascolta, tu mi conosci come la dottoressa degli animali, ma sappi che io so curare anche le malattie degli uomini, delusa però dalla loro irriconoscenza e dal loro egoismo, ho preferito lasciare il mondo abitato e trasferirmi qui nel bosco dove ho potuto portare sollievo e gioia alle tante creature che lo abitano e mi ci sono tanto affezionata che non le abbandonerei più per tutto l’oro del mondo. Ma tu devi andare dal tuo re e, se vuoi, potrai guarirlo con la formula magica che io ho ricevuta da mia mamma, che aveva ricevuto dalla nonna, cui era stata tramandata dalla bisnonna, che l’aveva imparata dalla trisnonna e così via fino a perdersi in tempi lontanissimi e che ora ti insegnerò, sappi però che con questa formula potrai guarire una sola persona, dopodiché diventa inefficace, per cui pensaci bene perché se la usi per il re, non potrai più usarla per te stessa in caso di bisogno.”.
























Ultimi Commenti