
Ragnetto e il pesce ragno si stavano lentamente avviando verso la festa e, intanto, per ingannare il tempo, chiacchieravano tra loro del più e del meno.
“Perché questa festa?”. Chiese Ragnetto curioso mentre da lontano osservava stupito e ammirato tutto ciò che era stato allestito, lui cose del genere neanche le avrebbe mai immaginate, e poi una festa sul fondo del mare proprio non riusciva a capirne la ragione, chissà cosa mai si celebrava.
“Devi sapere”, rispose il pesce ragno con estrema calma e pazienza, “che fino a qualche anno fa in questa foce era, e da tempi immemorabili, in vigore la legge del più forte, sai come si applicava? I pesci più grossi si mangiavano quelli più piccoli e siccome così facevano i nostri genitori, i nostri nonni e i nostri bisnonni, tutti erano convinti che questa era la legge giusta e che non si potesse mutare, farlo significava andare contro natura.
Ma i tempi stavano cambiando i giovani non accettavano di vivere nel terrore e nell’angoscia, volevano essere padroni del loro destino senza dover correre il rischio di finire nello stomaco di uno più grosso di loro.
Tu capirai che a quei tempi non si era sicuri da alcuna parte, non si poteva uscire di tana, guai a lasciare i figli da soli, non ne salvavi uno.
Ti rendi conto di quanto orribile fosse la vita qui sotto, basta non se ne poteva proprio più e così, noi che allora eravamo giovani, cominciammo ad occupare la vie e le piazze con movimenti di protesta sempre più numerosi, poi, finalmente, un bel giorno in cui erano svanite nel nulla ben cinque soglioline, stanchi oltre ogni limite di questa situazione, raccogliemmo le firme dei pesci del fondo e organizzammo un referendum per stabilire se continuare su questa brutta strada o darci un diverso modo di vivere.”.
“Un referendum?”, lo interruppe Ragnetto curioso, “Ma cos'è, come funziona?”.
“Ma come? Non mi dire che da voi del mondo di sopra non si fanno i referendum, noi l'avevamo letto sulle pagine di un giornale di carta che qui si era inabissato e c'era scritto di un referendum sul divorzio, che, a dire il vero, non sappiamo ancora cosa vuol dire la parola divorzio, però abbiamo imparato come si fa un referendum.
Quelli che volevano la pace e cambiare la legge dovevano votare SÌ, quelli che invece volevamo che tutto restasse com'era sempre stato, dovevano votare NO.
Come puoi comprendere, ottennero una grande maggioranza i SÌ e da allora la nostra condizione mutò profondamente ed iniziammo a capire cosa voleva dire la parola DEMOCRAZIA.
Organizzammo delle libere elezioni, pesci grandi e piccoli vennero a votare e così eleggemmo dei rappresentanti, uno per ogni specie di pesci, i quali si riunirono proprio su questa piazza e firmarono un trattato valido per tutti le creature di queste acque, col quale si stabiliva che era a tutti proibito inghiottire un proprio simile o di qualsiasi altra specie.
Da allora ogni anno celebriamo quel giorno fortunato con una grande festa alla quale partecipano tutti i pesci di questa foce e che noi chiamiamo FESTA DELLA PACE.”.
“Ma ora”, riprese Ragnetto sempre più sbigottito e quasi incredulo, “tutti rispettano gli accordi?”.
“A dir la verità”, sospirò il pesce, “non è che proprio tutti rispettino la legge, ma quelli che vengono individuati o sospettati d'aver inghiottito un innocente pesce, vengono processati e, se ritenuti colpevoli, allontanati dalla foce e spediti nel mare aperto dove le profondità sono impressionanti e lì vedersela da soli con le reti dei pescatori e i pesci grossi che vivono in quelle acque profonde senza alcuna regola, è dura salvarsi, nessuno è mai morto per cause naturali.”.
Erano intanto giunti al centro della piazza e la festa era in pieno svolgimento.
























Ultimi Commenti