Cl 1 Anno sc. 1971 72. In cortile per la ricreazione
Cl 1^ - Anno sc. 1971 – 72. In cortile per la ricreazione
LA GRANDE PARTITA

E venne il giorno della grande sfida, attorno al rettangolo di gioco tracciato sulla nuvola nera, stava assiepato un foltissimo pubblico di uccelli che tifava per una o per l’altra  delle due squadre.

Gli uccelli di mare, di fiume e di palude tenevano per i gabbiani; quelli di bosco, di montagna  e di campagna per le cornacchie.

Un boato impressionante accolse l’ingresso del due squadre in campo. Arbitri incaricati: i signori merli di montagna, neri come la notte, becco giallo quasi fosforescente e stimati per la loro imparzialità.

Le squadre si schierarono al centro del campo per il rituale saluto; maglia azzurro-mare per i gabbiani e verde-bosco per le cornacchie, rumorosissimo il tifo sugli spalti e primi incidenti tra le rondini di mare e un folto gruppo di picchi verdi.

Scambio di strette di zampa tra i due capitani e via alla contesa.

I gabbiani alti e snelli apparivano fortissimi nel gioco di testa, le cornacchie più robuste e tozze erano invece più forti negli scontri.

La partita si annunciò subito durissima per ambedue le squadre e l’arbitro era costretto ad intervenire spesso fischiando punizioni ora contro una, ora contro l’altra squadra.

L’equilibrio in campo aumentava la tensione sulle tribune (si fa per dire) e di tanto in tanto si accendevano risse furibonde con violenti scambi di colpi di becco.

Occasioni mancate da una parte e dall’altra tanto che il risultato sembrava inchiodato sullo zero zero, ma al trentacinquesimo del primo tempo l’arbitro fischiò un calcio di rigore in favore della squadra dei gabbiani per un colpo d’ala in piena area che stese il centravanti lanciato a rete.

Successe il finimondo  sulle tribune e in campo e solo dopo molti minuti si poté finalmente battere il calcio di rigore.

Il capitano dei gabbiani, piuttosto nervosetto, collocò il pallone sul dischetto, prese una lunga rincorsa e, nel frastuono generale, mollò un violento calcione al pallone giallo.

Questi sorvolò la traversa della porta e continuò la sua corsa fino all’estremo confine della nuvola da dove precipitò nel vuoto tra il disinteresse totale della massa di volatili impegnati in una rissa furibonda scatenata, pare, da alcuni gesto di scherno scambiatosi tra i giocatori.

“CHE RAZZA DI BROCCO, NON SI PUO’ SBAGLIARE UN CALCIO DI RIGORE IN QUESTO MODO!”.

Pensava il pallone giallo mentre velocissimo scendeva verso terra.

(Continua)

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Mario Venturini ha inserito un commento in LANGHE - 17
Ci stanno irretando anche il cielo ,ma non importa , è colpa del popolo populista Che probabilmente ...
Mario Venturini ha inserito un commento in 'T E' PARTOI CUMUNESTA - LA MILITANZA NEL PCI
Sei sempre stato un coerente Tu ma il partito non molto anzi !!
Yans Geneviève ha inserito un commento in LE TERZE MEDIE STUDIANO IL LATINO
Io che sono belga nata nel 1947, ho studiato latino fra Medie e Liceo x 6 anni e greco x 5. Ho conti...

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Pubblicato il 20.04.2026 - Categoria: Maroni Gallery

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