Anche Damdam non era più tranquillo, la cacca stava quasi per sommergere la sua villetta a due piani con mansarda, per cui, prima del peggio, decise che era meglio cercarsi un posto più sicuro e più alto, e cosa c’era di meglio della Torre dell’Orologio? Avevano voglia le mucche di Smush a cagare, sarebbero scoppiate loro prima di arrivare a coprire la Torre.
Forte della sua pensata e ghignando soddisfatto al pensiero di non darla per vinta all'odioso americano, uscì di casa sicuro e spavaldo, non si curò neanche di prendere l’ombrello, attraversò di corsa il parco incurante del bombardamento in pieno svolgimento, ma quando fu giusto al centro, nello spiazzo riservato ai giochi dei bambini, non si avvide di un gigantesco merdone che gli stava cadendo addosso. Ahimè, troppo tardi, quando si rese conto dal sibilo di ciò che gli stava arrivando sulla testa, la frittata era fatta.
Sommerso, soffocato e scomparso sotto una cascata di merda.
Quando tempo dopo, a guerra terminata, si ripulì la città, Damdam fu ritrovato, senza più vita, perfettamente intatto, ma tutto ricoperto di cacca secca come una statua di ferro arrugginito.
Non se la sentirono di usarlo per fertilizzare i campi come avevano fatto con tutta l’altra cacca, costruirono invece un basamento in pietra e vi fissarono sopra Damdam così com’era rimasto, nell’atto, cioè, di correre via a cercare un rifugio sicuro incurante della sofferenza del suo popolo e sotto vi scrissero in bella evidenza queste parole:
LA GIUSTA FINE DI CHI FA GNÈ…GNÈ…GNÈ…
Smush aveva dunque vinto, ma neanche lui ebbe il tempo e il modo di gioire.

Era, infatti, accaduto che a forza di infilare le mani nei sacchi della polvere lassativa e gettarla alle mucche, gliene era entrata in bocca una bella dose che gli aveva procurato una fortissima diarrea, ma così forte che non poteva assolutamente allontanarsi dal water altrimenti si cagava addosso.
Ore e ore lì seduto con scariche continue accompagnate, fra l’altro, da rumori imbarazzanti: Prreeepppp…prreeepppp…

Eh sì, andò proprio a finire così! Caga, caga, finì per dissolversi e di lui non rimase che una scor……, pardon: un rumore imbarazzante e un venticello puzzolente!
E le mucche? Che fine fecero quelle “mucche da bombardamento”?
Esattamente nessuno lo sa, ma la leggenda dice che di ritorno da uno dei tanti bombardamenti, stufe di essere considerate solo per la loro quantità di cacca, scorgendo dall’alto una bellissima valle tra alte montagne a mezza strada tra l'Europa e l'Asia, tutta piena di erba fresca e popolata da tori di un bello da perdere la testa, non ci abbiano messo un attimo in più a decidere sul da farsi e, sempre stando ai “si dice”, pare si siano sposate e che ora vivano beate e contente in quella valle verde coi loro maritoni e coi loro vitellini, ai quali, per evitare possa succedere ciò che era successo anni prima a loro, gli tagliano le ali appena partoriti, le fanno poi seccare e le eliminano con una bella focarina che tutti gli anni, in una sera di marzo, ripetono tra muggiti di gioia e cornate di pace.
























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