MITI E LEGGENDE DELL' ANTICA GRECIA
Castore e Polluce, noti anche come Dioscuri, erano figli di Zeus e Leda, moglie del re di Sparta, Tindaro. Erano due gemelli un po’ particolari perché nati da due uova che contenevano l’una Polluce ed Elena e l’altra Castore e Clitennestra.
Si narra che soltanto Polluce, fosse figlio del dio e pertanto immortale, essendo stato concepito quando Zeus aveva assunto le sembianze di un cigno per sedurre Leda.
Castore, a differenza del fratello, era mortale perché figlio di Tindaro, con il quale Leda, inconsapevole di essere stata fecondata da Giove, si era congiunta la stessa notte.
I due ragazzi crebbero insieme e diventarono degli eroi, forti e coraggiosi, Castore diventò un forte pugile, mentre Polluce un indomabile guerriero.
Eroi spartani per eccellenza i due parteciparono a molte famose imprese, tra cui la spedizione degli Argonauti alla conquista del Vello d’Oro, quel gruppo di circa 50 eroi che, sotto la guida di Giasone, diedero vita a una delle più note e affascinanti narrazioni della mitologia greca, l’avventuroso viaggio a bordo della nave Argo che li condurrà nelle ostili terre della Colchide alla riconquista, appunto, del vello d’oro.
Per aver placato una tempesta in quella spedizione i due gemelli furono considerati protettori dei naviganti.
Un'impresa di cui si tramanda la leggenda è il rapimento delle figlie di Leucippo, Febe e Ileria, le quali già promesse in matrimonio a Idas e Linceo, figli dell’eroe messeno Afareo, si videro sottrarre con la forza le fanciulle oramai prossime alle nozze, così si misero all’inseguimento dei Dioscuri e li raggiunsero presso la tomba del padre Afareo.
Ne seguì un violentissimo scontro, Idas uccise Castore con la lancia e lo inviò agli inferi e Polluce uccise Linceo; a questo punto il gigantesco Idas divelse la stele tombale di Afareo e la scagliò contro Polluce, stordendolo e preparandosi a finirlo; ma a questo punto intervenne Zeus con il suo fulmine e lo folgorò.
Castore e Polluce erano davvero molto legati e qualsiasi decisione dovessero prendere lo facevano assieme, senza mai litigare. Rimasto privo del fratello, Polluce non si rassegnava alla solitudine e chiese a Zeus di far morire anche lui rinunciando così al privilegio dell’immortalità oppure concedere anche al fratello l'eternità.
Commosso, Zeus accolse la sua richiesta a metà, concesse ai due fratelli di abitare, a turno, un giorno sull’Olimpo tra gli dei e un giorno nella loro tomba nel territorio dell’amata Sparta.
Secondo un'altra versione Zeus concesse loro di vivere e morire un giorno per ciascuno trasformandoli nella costellazione dei Gemelli, infatti, in questa costellazione una delle stelle principali si nasconde sotto l’orizzonte quando appare l’altra, ricordando permanentemente il destino che unisce i due fratelli.

























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