MITI E LEGGENDE DELL' ANTICA GRECIA

Pan, il dio del mondo dei pastori, metà uomo e metà caprone, era figlio di Ermes e della ninfa Driope (per altri invece sarebbe stato figlio di Zeus e Penelope), ad ogni modo chiunque sia stata la madre, questa lo abbandonò tanto era inorridita dalla sua bruttezza: corpo coperto da ispido pelo, zanne gialle spuntavano dalla bocca, due corna in fronte e al posto dei piedi, due zoccoli caprini.
Ermes, impietosito, lo portò nell'Olimpo dove fu accolto con molta benevolenza.
Pan era un dio che amava la natura, vivere nei boschi e ridere e giocare e fu per questo carattere allegro che riuscì a sedurre molte donne, finché si innamorò perdutamente della giovane ninfa Siringa, figlia di una divinità fluviale e seguace di Artemide.
Naturalmente le sue profferte amorose non potevano che essere respinte da una ninfa legata alla vergine dea cacciatrice, come vergini dovevano essere tutte le ninfe del suo seguito.
E un giorno, di ritorno dalla caccia, la ragazza incontrò Pan e atterrita dal suo aspetto si diede alla fuga, corse a perdifiato, ma Pan infatuato più che mai, la inseguì nella palude. Presso la sponda del fiume Ladone, che era suo padre, Siringa vedendosi raggiunta, invocò il genitore affinché le mutasse aspetto per non farsi riconoscere dal dio. Pur assai addolorato Ladone esaudì il suo desiderio e la tramutò in una canna palustre.
Nel momento stesso in cui Pan pensò di aver raggiunto la ninfa, allungò le braccia per abbracciarla, non fece altro che stringere solo un fascio di canne che, mosse dal vento, mandavano un suono delicato del tutto simile a una melodia lamentosa.
Pan, ancora innamorato, sconsolato ed afflitto, non riuscendo a identificare in quale canna si era trasformata Siringa, ne prese alcune, ne tagliò alcuni pezzi di lunghezza decrescente e li unì uno di fianco all’altro.
Così nacque lo strumento musicale che portò il nome della sua amata: Siringa, col tempo trasformato nel “flauto di Pan”.
























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