di Piero Maroni  

MITI E LEGGENDE DELL' ANTICA GRECIA

TITONO
titono
Eos, appassionatamente innamorata di Titono chiede a Zeus di concedere a lui l'immortalità, ma dimentica l'eterna giovinezza

Titono (o Titone) era un giovane troiano dalla straordinaria bellezza e, perciò venne notato da Eos, la dea dell'Aurora, nota pure come la dea "dalle dita di rosa", che apriva le porte del cielo per lasciar passare la luce del giorno. Appena lo vide, s'innamorò immediatamente del suo volto, tanto che dal desiderio di averlo tutto per sé, lo rapì e lo portò in Etiopia.

Eos, pur amando Titono perdutamente, non era felice, e pur se estasiata dallo stesso per la rigogliosa bellezza, era comunque consapevole che il suo amante era un mortale ed era quindi destinato a morire, mentre lei, essendo dea, possedeva al contrario l'immortalità.

Eos chiese a Zeus per il suo compagno Titono, la condizione di immortalità, dimenticando però nella richiesta, di fargli ottenere anche l'eterna giovinezza.

Zeus acconsentì ed esaudì il desiderio di Eos, così mentre lei rimaneva identica, Titono, invece invecchiava giorno dopo giorno, anno dopo anno.

Il suo vigoroso corpo si rattrappiva, la sua voce soave si incupiva, il bel ragazzo si trasformava pian piano in un uomo maturo, in un anziano piacente, in un vecchio cadente ed infine in un moribondo senza speranza di pace, fino a diventare un vecchio decrepito e seccante che blaterava continuamente parole senza senso, al punto che l’amore di Eos pian piano svanì, tanto che non volle più condividere il suo talamo con lui e disgustata lo rinchiuse in una grotta senza uscite.

Morire per lui era una meta agognata che mai avrebbe potuto raggiungere, cercò infatti di uccidersi ripetutamente ma la morte non lo portò mai via con sé.

Titono, restava tuttavia un problema per la dea, lo risolse Zeus che lo trasformò in una cicala e venne sistemato in un cestino di vimini.

Da Titono, Eos aveva avuto due figli, Ematione e Memnone; quando quest’ultimo fu ucciso da Achille, durante la Guerra di Troia, la dea ne soffrì così tanto che  non seppe darsi pace e ogni mattina, all'annuncio del giorno, non poteva fare a meno di versare copiose lacrime che furono poi trasformate in rugiada del mattino.

Fu così che gli uomini ebbero le cicale e la rugiada.  

LE STORIE DEL MAESTRO PIERO - IL LIBRO

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Ci stanno irretando anche il cielo ,ma non importa , è colpa del popolo populista Che probabilmente ...
Mario Venturini ha inserito un commento in 'T E' PARTOI CUMUNESTA - LA MILITANZA NEL PCI
Sei sempre stato un coerente Tu ma il partito non molto anzi !!
Yans Geneviève ha inserito un commento in LE TERZE MEDIE STUDIANO IL LATINO
Io che sono belga nata nel 1947, ho studiato latino fra Medie e Liceo x 6 anni e greco x 5. Ho conti...

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Pubblicato il 20.04.2026 - Categoria: Maroni Gallery

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