Ci si compiace a Savignano per la ripresa del dominio su San Mauro
-Marì, a sem dl'aèlt sòta Savgnen! -Nu me doi Gèpa, a j ò 'na boilia!-

 

“Speriamo che vorrete sospendere la determinazione sopra la pretesa dei Savignanesi di annichilire il nostro paese ed unire la nostra alla sua Comune… Questo paese che si pretende di cancellare e ridurlo alla precaria costituzione dei villaggi più miserabili, esiste in terra dai secoli più remoti, è comendato pei suoi lavori di canepa anche nei tempi che Savignano era una semplice osteria con pochi tuguri. Il suo territorio rinchiude più di 2.500 individui, ha un circuito di più di 5000 tornature di terra, di 50 botteghe di canepa, 2 da falegname, 2 da fabbro, 4 da calzolaio, 9 da sartore, 2 da barbiere, 4 da pizzicagnolo, 2 da venditore di vino, spezieria, forno, macello, annona frumentaria e pubblico archivio. Noi abbiamo sempre supplito alle nostre spese anche quando la tenuta della Torre non pagava veruna tassa. Abbiamo sempre goduto di tutti i comodi desiderabili. Questa terra è sempre stata suscettibile delle sue spese pubbliche e private mediante imposizioni assai meno gravose di quelle dei limitrofi paesi, massime di Savignano che avendo mire magnifiche spende alla grande ed è indebitata fino agli occhi…e non sapendo come reggere nell’intrapresa grandezza, ha fatto le sue speculazioni sopra le nostre spoglie per sanare le proprie piaghe a spese dei nostri possidenti…”                       

Gamba risulté

Quèsta invici  lè la còpia dla lètra mesa a pòst e in italien

invieda me’ prefèt ch’un fases la putanaèda ‘d daèla ‘d vòinta ma quei ‘d Savgnen.

La lètra la fines acsè,

mo us sa ch’l’an det niseun risultaè.

Ou, i la j à screta dusent’an fa,

mo e paèr ch’al ròbi e sipa sempra quèli sa pochi nuvità.

Ste tenti però, u n’era quèla racuntaèda da fat la situaziòun ‘d Samaèvar,    

fé la mità o guasi, par daès un po’ ‘d pòis j avòiva gunfié i nomar.

Samaèvar e finet darnov sòta i savgnanois

e ui starà fena e’ 1828, e a ne sò ‘d che mòis.

Nessun risultato

Questa invece è la copia della lettera sistemata e in italiano 

spedita al prefetto napoleonico perché evitasse  di darla vinta a quelli di Savignano.

La lettera finisce in modo arrabbiato,

ma si sa che non diede alcun risultato.

Ohi, l’hanno scritta duecento e più anni fa,

ma sembra che le cose siano sempre quelle con poche novità.

State attenti, non era quella raccontata la situazione, San Mauro non era così esteso, fate a metà, avevano gonfiato il numero per darsi del peso.

San Mauro finì nuovamente sotto il dominio savignanese  

e ci rimarrà fino al 1828, ma non ne conosco il mese.

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Mario Venturini ha inserito un commento in LANGHE - 17
Ci stanno irretando anche il cielo ,ma non importa , è colpa del popolo populista Che probabilmente ...
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Sei sempre stato un coerente Tu ma il partito non molto anzi !!
Yans Geneviève ha inserito un commento in LE TERZE MEDIE STUDIANO IL LATINO
Io che sono belga nata nel 1947, ho studiato latino fra Medie e Liceo x 6 anni e greco x 5. Ho conti...

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Pubblicato il 20.04.2026 - Categoria: Maroni Gallery

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